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Minestra di vek(1)

Ingredienti per 4 persone

  • due cespi di multivek

  • due yk(2) di tuberi bianchi provenienti dai falsipendii di Calyx

  • una manciata di erbe raccolte nelle Terre Speziali

  • 10/12 micronoci con il guscio

  • un pezzetto di corteccia di breyngo

  • acqua sorgiva

  • ozio q. b.

Preparazione

Lavate e risciacquate i cespi di multivek con acqua sorgiva, conservando l'acqua dell'ultimo risciacquo per la cottura.

Tagliate le punte delle foglie e mettetele in acqua, utilizzando l'apposita pentola in moynd.

Mettete quindi da parte l'avanzo dei cespi, lasciandoli esposti al sole: non si può escludere che le punte delle foglie possano ricrescere (nessun molkayano ne ha mai riportato testimonianza, tuttavia non sono mai state prodotte evidenze scientifiche che dimostrino il contrario).

Pelate i tuberi e tagliateli a tocchetti, che porrete a poca distanza dalla pentola in moynd. Più di un molkayano sostiene di aver visto i tocchetti di tubero arrampicarsi spontaneamente sulla pentola e immergersi nell'acqua, per unirsi alle punte di foglia di multivek.

Se tuttavia, trascorse non meno di quattro ore di ininterrotta osservazione, non dovesse capitarvi di assistere a tale fenomeno, aggiungete voi stessi i tocchetti di tubero alle punte di foglia di multivek, facendo bene attenzione a non mostrarvi spazientiti. Insomma, siate gentili coi tuberi.

Accendete il fuoco (anche il meno esperto dei molkayani in materia di cucina vi confermerebbe che si tratta di un passaggio molto importante ai fini della buona riuscita della ricetta).

Dopo sei ore di cottura, aggiungete le erbe delle Terre Speziali, che avrete tagliuzzato finemente, inebriandovi dei loro profumi dai poteri allucinogeni.

Dopo altre due ore e cinquantatre minuti (un tempo obiettivamente non facile da misurare avendo inalato gli effluvi di cui sopra) aggiungete le micronoci lasciandole cadere una ad una con una mano e salutandole festosamente con l'altra.

Trascorse ulteriori tre ore e sette minuti di cottura spegnete il fuoco (sempre che abbiate eseguito scrupolosamente il passaggio che ne raccomandava l’accensione), lasciate riposare la minestra per un buon paio d’ore, e approfittatene per oziare (è tutto nell'ozio il vero segreto della ricetta).

Servite la minestra nelle scodelle (com'è noto non esistono piatti fondi in Molkaya) e aggiungete una grattugiata abbondante - ma con mano leggera - di corteccia di breyngo, che ricoprirà la superficie della minestra di un manto vellutato (particolarmente apprezzato dalla popolazione femminile dei Roding).

Se avete seguito questa ricetta per quattro persone ma non beneficiate della compagnia di alcun commensale, non fatevi scrupolo di godere voi stessi delle porzioni in avanzo, ma fatelo subito, in osservanza al vecchio adagio molkayano 'onykro bayngo domikro gaymbo?' (3)

(1) Roylko vek in molkayano, che significherebbe più precisamente "zuppa di vek", oltre a "scomposto" e a "bugia credibile in orario pomeridiano".

(2) Unità di misura lineare, (ma talvolta anche del livello di umidità nell’aria) corrispondente allo 0,13171923 di uno yek.

(3) Godi ora, cos’aspetti?

CRONACHE MOLKAYANE